Pensieri sparsi e a volte confusi di un motociclista spesso solitario. Scattered thoughts, sometimes confused of a biker often riding alone
lunedì 3 febbraio 2014
Grillo: prima o poi ...
Io credo che il suo serbatoio elettorale più logico sia fra i delusi del PD e, in parte, fra i delusi da Berlusconi, quelli più sinceramente moderati.
Ma soprattutto i suoi voti Grillo li deve andare a conquistare da quei milioni di disgustati dai partiti nostrani in genere, persone che da anni non vanno a votare e che cominciano ad essere quasi la metà di tutta la popolazione.
Ora, se davvero Grillo vuole arrivare a quel 35/38 % che, con la possibile nuova legge elettorale, gli garantirebbe la maggioranza e quindi il governo del paese, tutto può fare fuorchè permettere che i beceri ultras da stadio la facciano da padrone nel suo blog.
Permettere a qualche imbecille di inneggiare al rogo dei libri fa soltanto il gioco di un avversario che già dispone di quasi tutti i media in circolazione su carta e in TV.
Scatenare la caccia al giornalista che critica il M5S è deleterio quanto picchiarsi sui maroni nello stile del Taffazzi di televisiva memoria.
Prendersela con Augias o Daverio è una cazzata clamorosa.
Se Grillo e i suoi andassero a rivedersi le tante puntate della tramissione che Augias ha condotto per anni su RAI3, si accorgerebbero di quanto si sia sforzato per far capire agli italiani quanto era sbagliato stare dalla parte di Berlusconi e di certi politici. E prendersela con Daverio significa sparare su uno dei pochi che possono fare da contraltare alla becera arroganza di Sgarbi.
Prendersela con Augias e Daverio significa incitare gli italiani a spargere merda su quei pochi che ancora cercano di fare un briciolo di cultura in un mondo televisivo dedito esclusivamente alla demolizione della cultura. Prendersela con Augias e Daverio significa glorificare l'insipienza di una Gelmini.
Se davvero Grillo vuole accrescere i voti per il suo movimento, la smetta di offrire la sponda agli imbecilli.
Davanti alla disonestà e alla partigianeria della Boldrini, non caschi nel facile insulto sessista. Batta il ferro della mancata imparzialità della signora e si guadagnerà il voto di molti italiani che vogliono un paese dignitoso. Un paese che discute e non aggredisce. Un paese di gente che vorrebbe tanto non essere guardata con compatimento ogni volta che varca i confini della propria terra.
martedì 26 novembre 2013
Femminicidio e altro
Serve?
Non so.Forse sì o forse è solo una microscopica gocciolina destinata a sparire nella aridità del mondo che ovunque rimane maschile.
Le religioni, in particolare le tre grandi religioni monoteistiche, hanno sempre relegato la donna al ruolo di fattrice - nel migliore di casi - oppure di serva o di oggetto di divertimento e sfogo sessuale.
In fondo perchè meravigliarsi? La bibbia è stata scritta da uomini che si erano arrogati il ruolo di creatori di destini e, per poter autenticare quel ruolo, si erano inventati una divinità ispiratrice.
Poi arrivò Cristo - o qualcuno che assomigliava a quello descritto nei vangeli - e sembrò che proponesse una rivalutazione del ruolo femminile. Ma i suoi "interpreti" rimisero subito le cose a posto. E continuano ancora oggi se è vero che perfino il mediatico Francesco I continua a rifiutare l'equiparazione dei ruoli fra l'uomo e la donna nel sacerdozio. E gli integralisti ebraici - gli hasidim tanto per fare un esempio - non sono da meno.
In fondo, questi aspetti deteriori del cattolicesimo e dell'ebraismo sono ben poco cosa se si pensa ai 500 anni di arretratezza che caratterizza le tesi degli integralisti islamici.
Stando ai numeri, al mondo le donne sono almeno cinque per ogni uomo.
Onestamente spero che se ne rendano conto ovunque e decidano di organizzarsi, di armarsi e di mettersi a fare la guerra agli uomini, in particolare a quei bastardi che ancora pensano a loro come semplici oggetti.
Spero davvero che si mettano a fare la guerra - ma una guerra vera - ai padri che danno figlie dodicenni in matrimonio al vecchio influente.
Che si mettano a fare la guerra - violenta, cattiva, feroce - agli uomini che ritengono giusto lapidare l'adultera. A quelli che per legge vietano alle donne di guidare un'auto. A quelli che ritengono disonorevole che una donna appaia su un palcoscenico in teatro. A quelli che ritengono giusto che una donna venga pagata meno di un uomo per lo stesso identico lavoro.
Che si mettano a fare la guerra a tutti gli uomini che, in ogni parte del mondo, in ogni momento della loro vita, continuano a pensare alla donna come ad un essere naturalmente inferiore all'uomo.
venerdì 5 luglio 2013
Fa male ...
Perchè sarà pur vero che è una categoria nella quale rientrano i caratteri più diversi ma è pur sempre una categoria che annovera, fra i propri componenti, menti talmente malate da riuscire - per la propria incapacità di essere onesti con se stessi e rinunciare al mito del maschio padrone - a commettere le più impensabili atrocità.
Ieri un TG ci mostrava gli stupri di gruppo nelle manifestazioni in Egitto. Stupri che mirano a dissuadere le donne dal partecipare alle manifestazioni.
I femminicidi sono ormai un evento che viene considerato quasi normale.
E sempre si troverà il prete imbecille, virtualmente a braccetto con il maschilista becero, che proclamerà che "le donne se la vanno a cercare se si vestono in modo così provocante".
Ma perchè, mi chiedo sempre più spesso, non ci sono mai donne che cerchino di stuprare un uomo se questo va in giro seminudo?
Le vittime sono sempre vittime. Non c'è distinzione fra una vittima analfabeta ed una laureata ma un po' più di dolore - appena un poco in più - lo si prova quando un rappresentante della categoria "uomini" calpesta con rabbia, fino a farlo morire, un bel fiore.
E questo, a quei rappresentanti della categoria "uomini" che ancora inseguono l'utopia di una uguaglianza vera, fa male, un male profondo.
Se avete qualche minuto, andate qui:
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mercoledì 12 giugno 2013
Credere. A cosa? E perchè?
Credere. A cosa? E perché?
venerdì 1 marzo 2013
Insofferenza
Fra le espressioni che proprio mi sono diventate insopportabili c'è : "Io non sono nè di destra nè di sinistra". Che significa? Dimmi, tu che ti senti equidistante, sei per la privatizzazione totale o per lo stato sociale? Sei per il giusto rapporto lavoro/compenso oppure pensi che sia giusto che un abile manovratore, frequentatore delle persone "giuste" guadagni anche mille volte in più rispetto a chi si spezza la schiena ogni giorno? Sei per una scuola statale efficiente o per il privilegio di una istruzione per pochi eletti? Sei per una vita dignitosa anche per coloro che hanno poco o niente oppure per il menefreghismo totale nei loro confronti? Non essere di destra nè di sinistra significa aver solo paura di pronunciarsi, di prendere posizione, di avere una propria idea di stato. In parole povere significa rinunciare a pensare con la propria testa.
giovedì 22 novembre 2012
Cari ragazzi
Il sogno di una scuola pubblica seria. Il sogno di una scuola che vi offra edifici solidi e programmi aggiornati. Una scuola che non vi lasci in preda agli interessi commerciali degli editori che ogni anno vi fregano cambiando copertina ai libri di testo solo per giustificare un aumento di prezzo.
Una scuola che obblighi gli insegnanti ad aggiornarsi ma non chieda loro di pagare di persona per l'aggiornamento.
Una scuola che vi insegni un mestiere ma anche vi educhi a saper giudicare con la vostra testa.
Una scuola che, diciamocelo, i governanti non vogliono e non hanno mai voluto perchè, come ben si sa, un popolo istruito e capace di giudicare, non è un popolo-gregge che accetta, senza discutere, a testa bassa, gli ordini del politico-pastore-padrone.
Mi dispiace non essere più - ormai da tempo - un insegnante.
Se fossi ancora in classe, avrei dedicato un po' di tempo del mio insegnamento a spingervi TUTTI a scendere in piazza. Sottolineo TUTTI perchè lo sappiamo da tempo che una certa parte degli studenti troveranno la scusa della manifestazione per andarsene in giro per i fatti loro oppure per farsi un giorno di riposo in casa.
A quelli che parteciperanno alla manifestzione, invece, se fossi ancora lì, in cattedra, chiederei di andarci con tutta la forza di cui possono disporre.
Direi di più. Vi inviterei a scendere in piazza armati di casco (non integrale) e bastoni e senza sciarpe sul volto. E usare quei bastoni per isolare e sbattere fuori dalla vostra manifestazione quei pochi imbecilli, malati di violenza, che ogni volta fanno di tutto per dare di voi una immagine pessima. Quanti saranno? Uno ogni cento di voi? Fossero anche uno ogni cinquanta, pensate a quale forza avete e usatela, quella forza. Non lasciate ai poliziotti violenti la scusa per potere sfogare le loro frustrazioni. Date una mano a quei poliziotti che hanno paura di vedere fra di voi i loro figli. Dategli una mano pestando senza alcuna compassione i profeti della violenza. Perchè ci sono occasioni in cui la libertà, la democrazia, gli ideali, vanno difesi con la forza e magari anche con un poco di sana violenza.
mercoledì 14 novembre 2012
Il valore di una parola
comincerei con una precisazione proprio perchè le parole hanno un loro valore ed un loro significato che a volte può confondere. Uso l'aggettivo "caro" non con il significato affettuoso che si usa con chi ci sta a cuore ma con il significato di "costoso" perchè questo è quello che lei è diventato da tempo per chi non può godere di un reddito da ricco o discretamente benestante. Le parole, caro professor Monti, come vede hanno un loro peso specifico. E proprio in virtù di questa incontrovertibile verità, vorrei pregarla di non usare più la parola "equità". E la pregherei di estendere l'invio a non usare tale parola anche si suoi ministri. Traggo da un articolo di "Repubblica" questa delucidazione : "Nel linguaggio politico il termine è utilizzato soprattutto per esprimere l'esigenza di rimuovere le distorsioni e le ingiustizie che si formano nella società, a causa di leggi inique (o malamente applicate) che contraddicono il valore fondamentale dell'uguaglianza dei diritti e dei doveri civili e, oggi, fiscali"
E quindi, visto che lei questa parola la usa sempre come indicatore privilegiato della sua azione di governo, devo convincermi che, secondo lei, è un sintomo di equità il fatto che lo stipendio di alcuni massimi dirigenti degli organi istituzionali siano - nel migliore dei casi - un migliaio di volte superiori alla pensione minima di un anziano e - nel peggiore dei casi - un migliaio di volte superiori allo stipendio medio di un lavoratore dipendente.
Secondo lei è un sintomo di equità obbligare a pagare l'IMU quei cittadini che hanno avuto le case invase dal fango delle recenti alluvioni, mentre proprio negli stessi giorni il suo governo studia mille modi per evitare al clero di pagare la stessa tassa sugli esercizi commerciali di cui è in possesso.
Secondo lei è un sintomo di equità che si spendano miliardi di euro per un'opera inutile e dannosa come la TAV Torino-Lione mentre il territorio italiano avrebbe bisogno di almeno una quarantina di miliardi per essere rimesso in sesto, per non parlare delle condizioni in cui si costringono i giovani a studiare.
Secondo lei è un sintomo di equità sottrarre fondi alla scuola pubblica per elargirli alla scuola privata con aiuti che, fra l'altro, vanno contro il dettato costituzionale.
Secondo lei è un sintomo di equità rinunciare a ridurre gli stipendi dei parlamentari ed i loro privilegi ma, allo stesso tempo, ridurre i fondi a disposizione di regioni e comuni per l'assistenza e la sanità.
Potrei andare avanti con l'elenco delle INIQUITA' che il suo governo continua a perpetrare ma penso che sia del tutto inutile. Lei sa benissimo di stare portando avanti un disegno che permetterà ai ricchi di mantenere le loro ricchezze, anzi di incrementarle, e al contempo porterà alla miseria e alla disperazione milioni di persone. Vorrei soltanto che, a questo disegno, lei non apponesse l'etichetta di "equità".
Con profonda disistima.
Eugenio Bianchi - Rimini
giovedì 9 agosto 2012
Fuori di testa ?
Ma VOI che non rinuncereste per niente al mondo alle comodità della vostra auto, avete mai provato la leggerezza che entra nel cuore prendendo una strada di montagna con calma, piegando dolcemente nelle curve, godendosi lo spettacolo del panorama che si apre tutto intero davanti a voi? VOI che vi sentite così grandi nelle vostre belle auto così grandi, davvero non avete mai provato un po' di invidia quando, fermi da ore nelle interminabili code dell'autostrada, vi siete visti passare a fianco le moto, così scomode ma così agili e così strette da poter passare dovunque? VOI che dovete tenere sempre i finestrini chiusi perchè altrimenti il climatizzatore ... avete mai provato il piacere del profumo del fieno appena tagliato, dei tigli in primavera, del salmastro lungo il mare? E' vero: NOI siamo fuori di testa ma VOI non sapete che cosa vi perdete. :)
sabato 7 luglio 2012
La poesia
Come si fa a non riconoscere a questa donna una grandezza che non ha confini? Come si fa a non pensare che, per noi comuni mortali, la pazzia di certe menti è un dono di cui dovremmo essere grati?
mercoledì 30 maggio 2012
Tutto per colpa del lavoro?
Più o meno con le stesse motivazioni non sarà cancellata la visita del papa (la minuscola è intenzionale) in Lombardia.
Adesso in qualcuno comincia a nascere il sospetto che le dichiarazioni di agibilità per certi capannoni emiliani siano state date senza essere andati a fondo nelle verifiche proprio perchè era importante fare ripartire il lavoro. Senza lavoro la vita si ferma. Senza lavoro la società civile si disgrega. Senza lavoro non c'è futuro. Ma a volte, negli ultimi tempi troppo spesso, nel nome del lavoro si muore.
domenica 4 marzo 2012
L'emozione di un debutto
lunedì 23 gennaio 2012
Vorrei, non vorrei .....
martedì 3 gennaio 2012
Elvira Dones
"Sole bruciato" ti lascia con lo sgomento di una realtà a cui vorresti non credere ma soprattutto, se sei un uomo "vero" - non un maiale schiavo degli istinti primordiali - ti fa provare ribrezzo di te stesso al solo pensiero di incrementare il mercato del sesso da cui traggono benessere i magnaccia albanesi e di ogni altra nazione. E' difficile riuscire ad esprimere quello che si prova leggendo le pagine dei libri della Dones e allora vi metto un paio di link così potete - se volete - avere un "assaggio" di quelle pagine ma attenzione: se avete lo stomaco debole lasciate perdere.
http://www.elviradones.com/italiano/sole-bruciato/
Però, se avete superato indenni la lettura di questi pochi brani, potete immergervi in un altro incubo fin troppo vero, fin troppo storicamente documentato: "Piccola guerra perfetta".
Arrivati alla fine penserete che solo una mente malata può avere inventato scene del genere di quelle descritte dalla Dones, salvo poi dovervi ricredere e capire che è solo cronaca messa in forma di romanzo per documentare la "pulizia etnica" perpetrata dai serbi nel Kossovo. Una specialità, quella della pulizia etnica, nella quale i serbi si sono saputi distinguere in Bosnia prima ancora che a Pristina.
E ad uno come me, alla fine di una lettura del genere, viene da chiedere quale Dio perverso può avere pensato di creare un mondo nel quale accadono simili misfatti. Anzi, davanti ad un mondo che genera mostri così compiaciuti della loro stessa mostruosità, mi posso solo augurare che non esista un Dio perchè, se davvero esistesse ed avesse creato questi mostri, allora dovrebbe essere lui, quel Dio, il primo a bruciare nell'inferno per l'eternità.
p.s. Quando il nostro ineffabile ex premier in un incontro con Berisha - presidente albanese - chiese di infittire i controlli sulla emigrazione verso l'Italia, con il suo solito sorriso aggiunse "Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze".
La Dones scrisse allora una lettera aperta che ancor oggi ha un valore indiscutibile:
http://maipiusole.blogspot.com/2010/02/la-lettra-di-elvira-donessignor.html
martedì 27 dicembre 2011
Comunista ?
Se ero comunista? Mah? In che senso? No voglio dire…
qualcuno era comunista perché era nato in Emilia - La Romagna credo vada bene lo stesso
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il "Paradiso Terrestre". Ecco, questo mai
Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica. Ecco, questo forse sì
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona. Come manca uno come lui alla politica italiana (pardon .. alla sgangherata sinistra italiana)
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona. E qui ci metto la firma
Qualcuno era comunista perché guardava sempre RAI TRE. Forse sì .. ma cosa si può guardare in alternativa senza pensare di essersi bevuti il cervello?
Qualcuno era comunista nonostante ci fosse il grande Partito Comunista.Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio. Deprimente doverlo ammettere ma è la verità
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi viscidi e ruffiani.
Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera. Non credo ci sia bisogno di commentare
Qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos’altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana. Forse sono la stessa cosa
Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
E quando desideravo una morale diversa da quella democristiana degli Andreotti, Forlani, DeMita ecc. non immaginavo che saremmo precipitati nella morale puttanesca di Berlusconi & Co.
Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani "ipotetici". E ora? Anche ora ci si sente come in due, da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si é rattrappito. E resta solo la tristezza e a volte la rabbia ma soprattutto la paura di pensare a cosa ha in serbo il domani per il mio nipotino
E sono sicuramente comunista quando penso che il salario massimo per un dirigente (sia esso politico, industrile o finanziario) non dovrebbe essere mai superiore di dieci volte quello di un operaio.
Sono sicuramente comunista quando penso che la scuola dovrebbe essere statale e gratuita almeno fino a sedici anni
Sono sicuramente comunista quando penso che è molto più immorale che tanti bambini muoiano di fame piuttosto che due uomini si bacino appassionatamente o due donne vogliano costruire insieme un legame familiare.
Sono sicuramente comunista quando penso che solo in Italia la chiesa può permettersi di dare consigli su come e chi votare, può permettersi di parlare di dignità della vita ma rifiutarsi di condannare come meritano quei preti che violano la vita di tanti innocenti.
Sono sicuramente comunista quando penso che prima di considerare un crimine l'immigrazione clandestina si dovrebbero mettere in galera gli sfruttatori di quella immigrazione, coloro che li schiavizzano nei campi, nelle officine e nelle piccole imprese.
giovedì 15 dicembre 2011
Sempre meno memoria
giovedì 1 dicembre 2011
Sconfiggere il tempo
Sì, lo so che di romanzi se ne pubblicano fin troppi e che probabilmente di copie se ne venderanno ben poche a paragone dei best sellers ma il fatto che qualcuno abbia deciso di investire una cifra, anche se piccola, sulle tue potenzialità può avere un solo effetto: il tempo sotto forma di altro uomo, di altro te stesso, per il momento è andato ko e tu ti senti improvvisamente più leggero senza tutto il peso dei tuoi anni sulle spalle.
martedì 29 novembre 2011
I mostri telegenici
mercoledì 16 novembre 2011
E la RAI?
sabato 5 novembre 2011
Stancarsi
Arrivano, a volte nella vita, momenti in cui ci si sente stanchi di tutto, momenti in cui ci si chiede se davvero vale la pena di lottare per un futuro incerto. E certi momenti arrivano ancor più spesso e li si avverte ancor più pesanti quando gli anni cominciano ad avere un loro fardello. Arrivi in prossimità dei settanta, ti guardi indietro e ti chiedi se davvero hai fatto tutto quello che potevi. E ovviamente la risposta è no, o perlomeno, non del tutto. Perchè se davvero tu avessi fatto l'impossibile, se davvero tu avessi analizzato freddamente il mondo che ti circondava - e ti circonda tuttora - se davvero tu fossi riuscito a mantenere la giusta freddezza ed il giusto cinismo, adesso tuo figlio non dorebbe dibattersi nella morsa del mutuo per avere la sua casa, nelle arrabbiature di un lavoro iniziato per convinzione e continuato per dovere, nelle difficoltà di tirare su un figlio piccolo in questo mondo che sta ripiegandosi su se stesso verso un ritorno ai privilegi del ricco e allo sfruttamento del povero. E se non ti arrivasse addosso questa stanchezza - più mentale che fisica - sicuramente da qualche parte la troveresti la forza di essere davvero te stesso, di rispettare le tue idee e mandare affanculo chi sta dalla parte del padrone, dalla parte di quello che sta sputtanando la tua terra, che sta distruggendo la cultura della tua terra, dalla parte di coloro che hanno la sfacciataggine di dire pubblicamente che fanno fatica a tirare avanti con un mensile che è 30 volte la pensione di quelli che fanno fatica a sopravvivere. Da qualche parte la troveresti la forza di mandare affanculo pubblicamente, anche per strada, anche in qualche posto affollato - specialmente in qualche posto affollato - chiunque stia ancora dalla parte degli "eletti dal popolo", quegli eletti che il popolo non ha mai votato individualmente. Da qualche parte bisognerebbe trovarla, la forza di mandarli affanculo, loro ed i loro sostenitori, anche se fra i loro sostenitori ci sono parenti ed amici perchè questi parenti ed amici contribuiscono al male del nostro paese e non è giusto continuare a permetterglielo. Bisognerebbe trovarla questa forza, la forza di superare la stanchezza che in certi giorni ti arriva addosso.
venerdì 21 ottobre 2011
Chi è il vigliacco ?
- E' più vigliacco il padre di famiglia che giornalmente si fa il culo per riuscire a mantenere i suoi, quello stesso padre che magari ha portato con sè i suoi figli alla manifestazione per far fare anche a loro un esercizio di democrazia o quello che protetto dal gruppo, dall'anonimato, dall'assuefazione alla violenza dà fuoco ad un'auto?
- E' più vigliacco chi crede nella non violenza e sacrifica un sabato per poter mostrare il suo dissenso da questa classe politica di magnaccia o quello che approfitta della folla e vi si nasconde per sfuggire alla polizia dopo aver lanciato di tutto e magari contribuito a ferire qualche poliziotto?
Se voi, finti o veri black block, ultras idioti trasferiti per un pomeriggio dallo stadio al centro cittadino, ragazzini annoiati in cerca di emozioni "vere" volevate mostrare il vostro coraggio, avreste dovuto dare l'assalto al blocco compatto che proteggeva i palazzi degli sfruttatori di questo paese. Lì avreste potuto avere un momento di sostegno, almeno simbolico, da parte degli altri, dei dimostranti pacifici . Ma dare l'assalto a quel blocco, scontrarsi davvero con i protettori dei magnaccia era una cosa rischiosa. Meglio, molto meglio evitare la figuraccia. Immagino sarete contenti. Avete perfino avuto modo di gloriarvi della vostra bella impresa su un paio di siti internet. Che bravi! Encomiabili quasi quanto i brigatisti che nei sanguinari anni '70 colpivano più a sinistra, fra coloro che erano colpevoli di stare dalla parte degli operai e dei poveri, coloro che erano colpevoli di farlo in modo "democratico". Encomiabili come coloro che uccisero Moro, il politico che stava provando a percorrere una strada di pacificazione di questa misera nazione. Troppo difficile per quelli degli anni '70 colpire i veri nemici: gli Andreotti e i KoSSiga. Molto più facile prendersela con Moro o con i Walter Tobagi e quelli come lui che erano armati solo della loro penna e non di una mitraglietta. I brigatisti di allora non erano "compagni che avevano sbagliato", erano gente che stravolgeva la giustezza degli ideali piegandoli alla loro incapacità di accettare un processo democratico. Voi siete ancora peggio perchè non avete neppure la giustificazione di un ideale: avete solo l'idiozia della violenza per la violenza.